The miracle morning porta ad un livello successivo il detto popolare “il mattino ha l’oro in bocca”. La promessa al lettore, infatti, non è semplicemente o genericamente l’oro, ma il miracolo: la trasformazione in positivo della propria vita, mattino dopo mattino.
Il punto di partenza per attuare la trasformazione è la volontà di apportare dei miglioramenti significativi nella propria vita, nell’ambito della salute, delle finanze, delle relazioni, della carriera, della spiritualità… Non ha importanza se siamo già soddisfatti in alcuni di questi ambiti, o se, al contrario, stiamo vivendo un momento di stallo: la cosa fondamentale è desiderare di trasformarsi in una versione migliore di noi stessi.
Il testo è parzialmente autobiografico e, riassume, sotto forma di un vasto incipit, la vita straordinaria e rocambolesca di Hal Elrod. Già all’apice del successo come agente di vendita, Hal subisce a vent’anni un gravissimo incidente. Nonostante un arresto cardiaco, sopravvive con danni permanenti cerebrali e motori; in poco tempo, contro le previsioni dei medici, si riappropria della sua vita, dei suoi successi e, in seguito, anche della sua memoria. Nel 2007 la crisi economica negli USA lo trascina verso la bancarotta e Hal vive un momento addirittura peggiore dell’incidente avvenuto anni prima.
In questo contesto prende forma quello che sarà per lui una seconda rinascita e per i suoi lettori “il mattino miracoloso”.Hal sviluppa un piano di crescita personale, basato su 6 tecniche che prendono il nome di Life S.A.V.E.R.S. e rappresentano le colonne portanti del metodo.
Perché ho letto The Miracle Morning
Ogni individuo è stimolato, dalla nascita fino ad un certo punto della vita, ad un arricchimento costante culturale, spirituale, formativo, comportamentale.
Nell’età adulta, compaiono dei fattori limitanti che influenzano in maniera negativa la crescita, rallentandola o addirittura bloccandola del tutto.
Ho letto The miracle morning con un’intenzione molto precisa: migliorare radicalmente la gestione del tempo. Forse è addirittura improprio parlare di cattiva gestione, sarebbe più corretto affermare che non gestivo affatto il mio tempo, ma era il tempo a gestire me.
Questa sensazione è diventata pressante durante i mesi estivi del 2021, generando in me l’urgenza di porre rimedio.
Il 2021, nonostante i cambiamenti bruschi indotti dalla pandemia globale, è stato un anno di crescita per la mia attività… Già a metà dell’anno registravo un incremento del 30% del fatturato rispetto all’anno precedente.
Le mie giornate quindi erano tutt’altro che noiose o prive di stimoli: riuscivo a interagire con i clienti, coordinare il team, creare nuovi contatti in maniera soddisfacente, ma a spese della totalità del mio tempo.
Non ho mai separato la qualità dei servizi offerti dalla continua formazione personale e professionale; quindi non avere del tempo generava, oltre alla frustrazione, una concreta minaccia per la serenità della mia vita personale e per il futuro del mio business.
Prima di ricorrere a The Miracle Morning ho provato a ritagliare degli spazi per lo sport, la lettura, lo studio; ma si trattava appunto di ritagli di tempo di qualità mediocre, in cui stanchezza e distrazioni non mi permettevano di dedicarmi pienamente alle attività programmate.
Cosa ho imparato dalla lettura di The Miracle Morning
Chi si approccia alla lettura di The miracle morning con un’insoddisfazione da dover gestire, in uno degli ambiti della propria vita, avverte sicuramente un senso di urgenza e matura già dalle prime righe un’aspettativa molto alta nei confronti del metodo.
Merito (o a causa) anche del registro usato dall’autore, perfettamente allineato al tono tipico del coaching motivazionale d’oltreoceano.
Le mie aspettative non sono state disattese.
The miracle morning mi ha aiutato a reinserire nelle mie giornate delle attività necessarie al mio benessere e al benessere del mio business, precedentemente schiacciate dagli impegni, scegliendo per queste il tempo di maggiore qualità a mia disposizione.
In passato avevo già provato ad imporre a me stesso una routine mattutina, la mancanza di un metodo ordinato aveva però sancito la fine dell’esperienza in tempi piuttosto brevi.
The miracle morning insegna invece che per essere liberi, creativi, vincenti è necessaria paradossalmente una disciplina ferrea. Ho imparato pertanto a selezionare accuratamente gli ambiti da potenziare, in base al momento che sto vivendo e a modulare i 6 “Savers” secondo le mie personali priorità.
Nota: in qualità di affiliato Amazon, ricevo un compenso per gli acquisti idonei. Tale compenso lo devolvo interamente alle Associazioni per la Ricerca contro il Cancro.